Workshop “Consorzi forestali: esperienze a confronto” – Udine 19 Giugno 2015

Consorzi forestali: esperienze a confronto

Venerdì 19 giugno 2015, ore 09:00
PALAZZO DELLA REGIONE, Sala Pasolini – Via Sabbadini, Udine

Organizzato da:
Dipartimento di Scienze Agrarie ed Ambientali
Università di Udine
Via delle Scienze 206 – Udine

Finanziato da:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Direzione centrale attività produttive, commercio, cooperazione, risorse agricole e forestali
Area risorse agricole, forestali e ittiche
Servizio programmazione e pianificazione forestale
Centro servizi per le foreste e le attività della montagna

Tematica del workshop

La superficie forestale della Regione FVG è più che raddoppiata negli ultimi 50 anni passando dai 165.000 ha del 1960 ai 323.833 ha del 2005. Oggi quindi il bosco occupa più di un terzo della superficie regionale. Il Friuli Venezia Giulia ha un fabbisogno annuo di 3 milioni di mc e, sebbene i dati sulle utilizzazioni annue sia contrastanti, appare comunque evidente una sotto-utilizzazione delle risorse forestali.

Le cause di questa cronica sottoutilizzazione dei boschi sono ormai note da tempo. Oltre agli aspetti legati alla viabilità forestale ed al numero e dimensione delle ditte di utilizzazione e di prima trasformazione, un aspetto importantissimo è legato alla frammentazione della proprietà forestale. Infatti, il 56% della superficie forestale regionale è di proprietà privata, ma è caratterizzata da un’elevata frammentazione fondiaria e spesso dall’impossibilità di rintracciare i proprietari dei fondi. Recenti analisi condotte nei comuni di Taipana, Nimis, Attimis e Lusevera hanno per esempio evidenziato come il 95% delle particelle catastali coperte da bosco abbia una superficie inferiore all’ettaro (il 54% ha addirittura una superficie inferiore ai 1000 mq). Tale frammentazione rende quindi difficile, e poco conveniente, per un singolo proprietario procedere alla gestione attiva del bosco e rende assai difficoltoso per le ditte di utilizzazione garantirsi dei quantitativi costanti di materiale legnoso e pianificare la loro attività.

Una possibile soluzione al problema è il consorzionismo forestale. Il workshop vuole quindi approfondire questi aspetti e queste potenzialità attraverso la partecipazione di esperti del settore ed un confronto con esempi realizzati in altre regioni italiane.

Programma

9:00 Indirizzi di saluto
9:10 Perché e come superare il problema dell’abbandono gestionale delle foreste (Prof. Davide Pettenella, Università di Padova)
9:40 Il consorzionismo forestale: esperienze a confronto
– Consorzio Forestale Valli Stura e Orba (Dott. Paolo Derchi)
– Consorzio Forestale del Ticino (Dott. Alessandro Bianchi)
– Consorzio forestale tra i due laghi (Dott.ssa Maria Elena Massarini e Sig. Davide Pace)
– La situazione in Friuli Venezia Giulia (Dott.ssa Maria Cristina d’Orlando)
11:40 I boschi e le foreste intesi come beni produttivi: profili giuridici (Dott.ssa Gioietta Maccioni, Università di Udine)
12:10 Potenzialità degli acero-frassineti di proprietà privata del FVG (Prof. Giorgio Alberti, Università di Udine)
12.30 Discussione tra i partecipanti
13.00 Conclusioni

Il Progetto Acero-Frassineti

Il workshop si inserisce all’interno del progetto “Linee guida per la gestione selvicolturale di boschi misti di acero e frassino nelle valli del Torre e del Natisone: aspetti economici, selvicolturali e tecnologici” FVG che ha come obiettivo quello di aumentare la conoscenza scientifica sulle formazioni ad acero e frassino che hanno colonizzato coltivi e prati abbandonati della fascia prealpina individuando delle possibilità gestionali.

Come è noto, lo spopolamento della montagna è un fenomeno non recente che però ha toccato il suo culmine nel secolo scorso. A seguito di tutti questi cambiamenti sociali ed economici, il paesaggio delle zone montuose e collinari della Alpi ha subito profondi cambiamenti verso assetti più naturali. In questo contesto, gli acero frassineti di origine secondaria rappresentano una realtà forestale particolarmente rilevante nell’Italia settentrionale con forti potenzialità dal punto di vista economico-gestionale. Al momento, però, gli acero-frassineti
friulani sono in genere lasciati all’evoluzione naturale o utilizzati come cedui dai proprietari nonostante vi siano evidenze circa le loro potenzialità selvicolturali e tecnologiche.

Per informazioni:

Prof. Giorgio Alberti
DISA – Università di Udine
Tel. 0432.558608
e-mail: giorgio.alberti@uniud.it