Forestali a lezione dai ricercatori del “MIPP”: alberi monumentali e insetti saproxilici, un “binomio” ecologico da proteggere

di Franco Mason

Si sono concluse le sei sessioni del corso di formazione dedicato al riconoscimento e alla tutela degli alberi monumentali italiani organizzato in collaborazione con il progetto Life “MIPP”.
Le giornate di formazione, coordinate dal project manager “AMI” Angela Farina (Dirigente del CFS, Roma)  hanno coinvolto i forestali delle Regioni Autonome Sicilia, Sardegna, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia e delle Province Autonome di Bolzano- Südtirol e Trento permettendo di approfondire molti aspetti tecnici legati alla gestione delle risorse boschive. Inoltre, Franco Mason, project manager del “MIPP”, assieme ai ricercatori Marco Bologna e Agnese Zauli (Università Roma Tre) hanno illustrato le finalità del progetto sui coleotteri saproxilici sottolineando lo stretto legame che unisce le specie protette dalla “Direttiva Habitat” agli alberi monumentali.
Oltre a essere testimoni della cultura e del paesaggio italiani, infatti, gli alberi monumentali sono uno “scrigno” che racchiude tesori. Col tempo i loro tronchi si sono trasformati in veri e propri microhabitat che ospitano un gran numero di specie saproxiliche la cui presenza è indice di buona salute dell’intero ecosistema boschivo. Da questo legame biologico è nata la collaborazione tra i due progetti gestiti dal Corpo Forestale dello Stato: il Life “MIPP”, il cui obiettivo è monitorare lo stato delle popolazioni italiane di cinque specie di coleotteri saproxilici che vivono proprio negli alberi vetusti, e quello sugli “Alberi Monumentali Italiani” (AMI) nato con Decreto Ministeriale del 23 ottobre 2014 e rivolto a Comuni, Regioni e Province Autonome che sono chiamati a censire le popolazioni italiane di questi monumenti naturali.
Il corso di formazione appena concluso, che si è svolto all’UTB di Martina Franca e alla Scuola Nazionale Forestale di Sabaudia, è stato organizzato proprio per spiegare agli operatori della “Forestale” dislocati su tutto il territorio nazionale i punti di contatto tra i due progetti, individuando quali sono i criteri di riconoscimento degli alberi monumentali e quali le strategie più opportune per preservare questi habitat così importanti per la vita di un gran numero di specie animali dal fondamentale ruolo ecologico.